Fine del mondo

Una catena di alberghi, Suite Novotel, ha preparato questa vantaggiosa offerta: due notti, il ventuno e il ventidue dicembre, a un prezzo speciale, kit di sopravvivenza omaggio, un cocktail di “fine del mondo” al bar dell’hotel e, in caso di errore nelle previsioni Maya, o di non morte, una splendida colazione “nuovo mondo”. Bisogna però pagare in anticipo: l’intero importo sarà addebitato al momento della prenotazione, per evitare che la distruzione della terra lasci i conti in sospeso.
6 AGO 20
Immagine di Fine del mondo
Una catena di alberghi, Suite Novotel, ha preparato questa vantaggiosa offerta: due notti, il ventuno e il ventidue dicembre, a un prezzo speciale, kit di sopravvivenza omaggio, un cocktail di “fine del mondo” al bar dell’hotel e, in caso di errore nelle previsioni Maya, o di non morte, una splendida colazione “nuovo mondo”. Bisogna però pagare in anticipo: l’intero importo sarà addebitato al momento della prenotazione, per evitare che la distruzione della terra lasci i conti in sospeso. Un istituto di credito francese offre invece prestiti, da stipulare tra il tre e il ventun dicembre, il cui debito verrà automaticamente estinto in caso di fine del mondo. Così si può morire in pace, senza pensare ai soldi non ancora pagati mentre gli alberi vengono risucchiati al centro della terra, poiché si sa che i creditori trovano sempre il modo di sopravvivere, magari con una maschera anti gas, e ripresentarsi fra le macerie a esigere cifre gonfiate dalla catastrofe. Il marketing dei Maya esiste, esistono tute di sopravvivenza in vendita su eBay, calendari Maya in bassorilievo, incontri erotici stabiliti per il ventun dicembre, in modo da conservare un buon ricordo della vita prima dell’Apocalisse; oppure, per gli ottimisti, gli incrollabilmente convinti che l’universo abbia grandi progetti per loro, ci sono due paesini che secondo le profezie verranno risparmiati dal gigantesco blackout: uno è Bugarach, sui Pirenei, e già le stanze d’albergo sono prenotate da mesi, ma il sindaco, poco desideroso di salvare l’umanità, ha imposto il divieto di sorvolo e chiuderà tutte le strade d’accesso; l’altro è in Italia, in provincia di Forlì, e poiché è da lì che ripartirà il mondo, basterà organizzarsi con qualche torcia e il cibo in scatola (in ogni fine del mondo ci sono montagne di scatole di mais).
Molti siti internet stanno facendo il conto alla rovescia, come quello di Times Square a Capodanno, e forniscono preziosi consigli di sopravvivenza. Primo: se non hai una fidanzata, trovatene una, accertati che sia sexy anche con la maschera antigas, pensa alla possibilità di ripopolare il mondo con lei. Nel caso in cui non ti piaccia abbastanza, potresti sempre decidere di usarla come esca in caso di pericolo (piovra gigante, mostro a più gambe, invasione di piante carnivore), o come nutrimento, quando sarai stanco di scatole di mais e insetti. Secondo: rivaluta per sempre il cibo spazzatura. Nel caso di fine del mondo è consigliabile fare scorta di cioccolato, merendine, patatine in sacchetto, tutto ciò che non sia fresco e contaminabile da virus letali, e sperare che rimanga in piedi qualche McDonald’s. Terzo: un’esplosione nucleare, un blackout mondiale, un gigantesco buco nell’ozono, una caduta di meteorite o, come nel bel romanzo di Karen Thompson Walker, “L’età dei miracoli” (Mondadori, ottima lettura propedeutica), il rallentamento del giro della terra intorno al sole, nessuna causa di fine mondo può essere considerata un buon motivo per lasciarsi andare. Si dovrà sempre cercare di essere il sopravvissuto più elegante della terra devastata (moltiplicherà le possibilità di ripopolazione del globo), magari attraverso il rilancio degli abiti di pelliccia, utili a contrastare i raggi del sole e gli improvvisi sbalzi di temperatura. Se poi, impellicciati e disinvolti, si riesce a ottenere un invito sull’arca di Noè costruita da un cinese molto apocalittico, ci sono buone probabilità di superare la fine del mondo cantando e ballando come se ci fosse ancora un domani.